Cos’è il curriculum nascosto?

Cos'è il curriculum nascosto

Le bambine si considerano meno brillanti dei loro coetanei maschi. Ciò avviene tra i cinque e i sei anni secondo un recente studio pubblicato su “Science”.

Lin Bian, ricercatrice dell’Università dell’Illinois che ha condotto la ricerca, afferma che questi risultati potrebbero avere importanti implicazioni per le donne nella scelta della propria carriera, spingendole a tenersi lontane da studi associati all’intelligenza, come fisica, filosofia o ingegneria e modificando così fin dai primi anni di vita le traiettorie educative e di carriera.

Com’è possibile? Perché le bambine, sin dalla prima elementare, pensano che i maschi siano più bravi di loro?

Una delle teorie più interessanti per spiegare questo fenomeno è il curriculum nascosto (hidden curriculum).

Il curriculum nascosto è quell’insieme di valori e comportamenti non esplicitamente menzionati legati alla sfera degli stereotipi di genere. Il curriculum nascosto “passa” attraverso i media per l’infanzia, i materiali didattici, le relazioni, il linguaggio, le aspettative degli e delle insegnanti, le attese delle famiglie sul futuro di figlie e figli.

Ecco di seguito qualche esempio concreto per avere consapevolezza dei messaggi impliciti che le bambine e i bambini imparano sin dalla prima infanzia:

SCUOLA

Vari studi di Paesi diversi hanno mostrato che gli e le insegnanti tendono a incoraggiare passività e conformismo nelle loro allieve, mentre valorizzano indipendenza e individualità negli allievi.

In questo modo si consente ai maschi un comportamento peggiore, ritenendolo naturale (“boys will be boys”), e per la stessa ragione ci si aspetta che le femmine si facciano carico di attività di tipo “domestico” come prendersi cura degli altri o mettere in ordine l’aula. Generalmente, si percepiscono le femmine come più cooperative e malleabili e i maschi come più sicuri e capaci. Anche quando si ritiene che le femmine siano studenti migliori, come dal corpo insegnanti di scienze nello studio maltese di Chetcuti (2009), la ragione che si adduce è comportamentale e non cognitiva o intellettuale. Le femmine quindi sarebbero più precise nel loro lavoro e “più studiose” dei maschi. Così, la generale inconsapevolezza di chi insegna nell’utilizzo del genere come fattore importante di organizzazione e di classificazione, unita ai preconcetti impliciti sul genere, ha avuto un effetto profondo sul comportamento di studenti e studentesse. Presenti nella stessa classe, ascoltando le stesse lezioni, leggendo lo stesso libro di testo, le bambine e i bambini ricevono quindi un’istruzione molto diversa.

MATERIALE DIDATTICO

In una recente ricerca, Irene Biemmi, ricercatrice e formatrice esperta di Pedagogia di genere e delle pari opportunità, evidenzia come la scuola “si configura come motore propulsore di una visione tradizionale e stereotipata dei ruoli maschili e femminili, a partire dai libri di testo”. 

I testi scolastici offrono indicatori importanti sulla diffusione degli stereotipi di genere nel sistema educativo. Influisce molto il linguaggio usato: ad esempio, i maschi “ridono”, le femmine “ridacchiano”. Il 59% dei protagonisti sono maschi e le professioni a loro attribuite sono 50, contro le 15 svolte dalle donne. Un personaggio femminile su 4 è definito solo dal ruolo di madre. E quelle che non cucinano vengono criticate.

Così “i bambini lettori vengono incentivati a ‘puntare in alto’ offrendo loro un’ampia possibilità di scelta e modelli particolarmente gratificanti; per le bambine vale l’esatto contrario”. Perché “se la maggior parte delle professioni (e in particolare quelle più prestigiose e appetibili) sono attribuite al genere maschile sarà altamente improbabile che una bambina possa aspirare a farle proprie“. “Il lavoro casalingo è gravoso ma mai remunerato, e quindi viene inteso spesso dai bambini come un dovere biologico della donna-madre-moglie”.

CARTELLI STRADALI

Nel segnale triangolare che allerta l’automobilista circa la prossimità di luoghi frequentati dai e dalle minori (scuole, campi da gioco, giardini) c’è un bambino con una borsa grande che corre tenendo per mano una bambina con una borsa piccola. Il chiaro messaggio di questo segnale rimanda non solo all’idea della protezione del bambino verso la bambina, ma le diverse dimensioni delle borse ci fanno immaginare che il bambino abbia molte più cose interessanti da trasportare rispetto alla bambina.

ABBIGLIAMENTO

I bambini e le bambine normalmente non indossano borse e borselli, rispetto agli adulti hanno quindi un bisogno maggiore di mettere qualcosa in tasca: la macchinina con cui giocare quando si annoiano, i sassolini raccolti al parco, le caramelle, il fazzoletto. Ma spesso troviamo nei capi per maschi tasche e taschini vari, nei capi per femmine tasche finte o del tutto assenti. Delle semplici tasche ci fanno capire che, secondo i brand d’abbigliamento, i bambini hanno qualcosa da conservare delle loro avventure, le bambine no.

CARTONI ANIMATI

“Frozen” è stata una vera rivelazione per le famiglie e per la Disney, che finalmente ha potuto riscattarsi da decenni di principesse che aspettavano il principe per essere salvate. Fought e Eisenhauer, due linguiste della North Carolina State Universityhanno esaminato dodici classici Disney prodotti tra il 1937 e il 2013.

Hanno rilevato che i personaggi femminili hanno in media meno linee di dialogo rispetto a quelli maschili. In “Frozen”, che ha ben due protagoniste, si arriva solo al 41%. Mentre le principesse “datate” hanno più linee di dialogo rispetto a quelle recenti: Biancaneve e Cenerentola recitavano rispettivamente circa il 50% e il 70% delle battute dei loro film.

Attraverso questi prodotti culturali, educhiamo le bambine e i bambini all’abitudine di ascoltare meno la voce delle donne.

Le bambine e i bambini non nascono amando il rosa o il celeste, i giocattoli da femmina e da maschi. Ad un certo punto, lo imparano attraverso un insieme di prodotti, comportamenti e linguaggio che creiamo tutti i giorni in modo più o meno inconsapevole.

FONTI ED APPROFONDIMENTI

Gender stereotypes about intellectual ability emerge early and influence children’s interests

Gender bias in education

Differenze di genere nei risultati educativi

Frozen Mouths: Disney Heroines Get Way Less Talk Time Than Male Characters

The Long, Sexist History of ‘Shrill’ Women

CONSIGLI

“Fare la differenza. Educazione di genere dalla prima infanzia all’età adulta” di Rossella Ghigi


Articolo scritto da Anna Delli Noci, immagine di Marina Ravizza.

4 pensieri riguardo “Cos’è il curriculum nascosto?

  1. Flavia, il testo è chiaro. Parla di un fantomatico curriculum nascosto che, cito, “passa” attraverso i media per l’infanzia, i materiali didattici, le relazioni, il linguaggio, le aspettative degli e delle insegnanti, le attese delle famiglie sul futuro di figlie e figli. E allora? Padri e madri, insegnanti e persone hanno la libertà di esprimersi come vogliono. Uomini e donne sono diversi, ed è del tutto normale che ci si rivolga ai maschietti e alle femminucce in modo diverso, almeno in parte e per certe cose. I maschietti si azzuffano molto più delle femminucce e non perché c’è un “curriculum nascosto” per renderli guerrieri, ma perché è la loro natura biologica. Il femminismo radicale, sottoprodotto del marxismo, invece, ritiene che il genere sia puramente un costrutto sociale fabbricato con la narrazione, la quale va cambiata. Via quindi a “rivoluzioni culturali” nelle scuole, bando ai cartoni animati “sessisti”, in cantina i manuali in cui non si impone la visione egalitarista delle donne e uomini, giù i cartelli infami e pulizia dei vocabolari per rimuovere le differenze in nome del politicamente corretto. Una violenza simbolica liberticida inaudita. Cosa fare? Una cosa sola: screditare il femminismo radicale, attaccarlo, e in ultima analisi sconfiggerlo.

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  2. Ma cos’è questo delirio? Allora le donne sarebbero svantaggiate a causa dei cartelli stradali? Ma siamo seri… piantiamola con femminismo radicale

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    1. Una buona comprensione del testo dovrebbe suggerire che non si sta dicendo che le donne sono svantaggiate a causa dei cartelli, ma che ci sono tanti segnali che più o meno implicitamente mandano dei messaggi ai bambini e alle bambine.
      Inoltre, cosa vuol dire “femminismo radicale”? Che crediamo in maniera estremista che le donne siano delle persone? Sì, è così. Grazie per avermi dato l’occasione di citare Marie Sheer.

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