In borsa #3: Donne e investimenti sostenibili

Nei due precedenti articoli di questa rubrica abbiamo parlato di come le donne si rapportino al mondo della finanza, sia come investitrici che come imprenditrici alla ricerca di capitali per finanziare le proprie aziende.

In questo appuntamento ho deciso di condividere alcune riflessioni su tre studi recenti che gettano una nuova luce su quanto scritto finora, e cioè che le donne hanno poca confidenza con il mondo degli investimenti finanziari e, quando si trovano a dover scegliere come meglio investire i propri risparmi, tendono a delegare altri.

Il primo è quello condotto da RBC Wealth Management sulla propria clientela negli USA. La ricerca ha rilevato che le donne sono meglio disposte a investire in aziende che integrino nelle loro politiche di gestione e nelle loro decisioni i cosiddetti criteri ESG, ovvero che tengano conto di Environmental (es: uso dell’energia, dell’acqua o riciclo dei rifiuti), Social (come le aziende trattano clienti, stakeholders, lavoratori e lavoratrici) e Governance societari (il valore della leadership di un’azienda e il livello di inclusione dei board).

Inoltre, le clienti considerano un elemento prioritario per le proprie scelte l’impatto ESG delle attività svolte dalle aziende o dai fondi in cui decidono di investire i propri capitali, mentre gli uomini danno maggior rilievo alle performance finanziarie e ai rendimenti.

Perché è tanto importante questo diverso approccio agli investimenti fra uomini e donne?

Perché, se guardiamo a come la nostra società stia modificando il concetto di “sviluppo” (anche a seguito della crisi globale causata dalla pandemia di Covid-19), ci rendiamo conto che pure il mondo della finanza è sempre più sensibile al tema dell’inclusione, della parità e dello sviluppo sostenibile.

Al riguardo, gli investimenti basati su un approccio ESG hanno acquisito sempre più spazio. D’altronde, le soluzioni di investimento sostenibili ottengono in media performance migliori rispetto ai tradizionali investimenti.

In un rapporto altrettanto recente, redatto dal Forum per gli investimenti sostenibili e responsabili, si legge che all’inizio del 2020 in USA circa 17 miliardi di dollari erano investiti in soluzioni ESG, quasi il 42% in più rispetto a due anni prima. Possiamo pertanto affermare che gli investimenti ESG, da investimenti di nicchia, sono diventati una vera e propria stella dell’universo finanziario e le donne sono a ben vedere l’elemento chiave di tale successo perché, quando decidono come investire i propri risparmi, lo fanno in linea con idee di sviluppo in grado di favorire non solo migliori performance finanziarie, ma anche una società più equa e inclusiva.

Eppure, a fronte di queste riflessioni che rendono la donna protagonista del cambiamento, c’è un altro studio, condotto da Wells Fargo su circa 2.195 donne, che mostra le contraddizioni del mondo femminile in relazione al tema “soldi – risparmi – investimenti”.

In base a questo studio, infatti, è emerso che più della metà (54%) di tutte le donne in coppia ha dichiarato di avere guadagni maggiori o uguali a quelli del coniuge, rispetto a solo il 40% delle donne della generazione Boomers.

Tuttavia, nonostante i guadagni e l’autonomia finanziaria, lo studio ha rilevato che il 39% delle donne Millennial e della Generazione X sono intimidite dai concetti finanziari e il 34% non ha imparato abbastanza sulle finanze durante la crescita.

Ma le donne più giovani sono aperte e desiderose di imparare e crescere. Quasi la metà delle donne Millennial e della Generazione X (47%) ha riferito di aver bisogno di consulenza finanziaria ora più che mai e tre quarti di loro credono che sarebbe utile parlare con un* consulente finanziari*, visione condivisa dalle generazioni antecedenti.

E più delle generazioni antecedenti, Millennial e Generazione X sono interessate a parlare con un* consulente non solo dei numeri, ma anche di lavoro (78%), famiglia (71%) e salute (60%) – ciò a riprova di quanto il rapporto fra donne e finanza vada ben oltre la semplice discussione su numeri e soldi, ma possa davvero riguardare la vita di ciascuna e lo sviluppo della società.

Un passo avanti delle donne in tal senso è necessario e questa rubrica ha, tra i vari obiettivi, quello di essere di supporto per gestire al meglio le proprie risorse (finanziarie, ma non solo), esercitando consapevolezza e condividendo idee.


Articolo di Valentina Proietti Muzi, immagine di Marina Ravizza.

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