Periodica #3: cinque curiosità sulle mestruazioni da giocarsi all’aperitivo.

Non so voi, ma la mia cultura odierna è stata fortemente impattata dalla Settimana Enigmistica: ogni volta che andavo a trovare i nonni, mi fiondavo a divorare le rubriche Forse non tutti sanno che.. e l’Edipèo Enciclopedico. Adoro conoscere una moltitudine di aneddoti più o meno rilevanti, che sommati mi permettano di leggere il mondo e raccontarlo con molte più sfumature.

La scienza dimostra che l’apprendimento è stimolato dalla curiosità, che per fortuna può essere allenata. Periodica vuole essere un punto di partenza per una maggior comprensione e conoscenza del ciclo mestruale e dei suoi impatti sulle nostre vite e sulla società.

Per questo, sperando ci perdonerete l’azzardo di accostarci a ben più famose e storiche rubriche, vi proponiamo una prima selezione di curiosità legate al ciclo mestruale. Pur esistendo fantastiliardi di leggende e false credenze sulle mestruazioni, i 5 Lo sapevi che? di questa rubrica sono fatti reali, che speriamo possano diventare argomento di conversazioni che aiutino a smantellare le dicerie sull’argomento, e che soprattutto rendano le mestruazioni un argomento interessante di cui parlare. 

CURIOSITÀ N° 1: le mestruazioni nello spazio

Grazie a un gruppo di solerti scienziati della Nasa le mestruazioni sono diventate un argomento spaziale. Nel 1983 Sally Ride fu la prima astronauta statunitense a raggiungere lo spazio. In preparazione alla missione, che sarebbe durata 7 giorni, le fu chiesto se 100 fosse un numero di tamponi adeguato a fronteggiare le sue eventuali mestruazioni in orbita. Lei dribblò l’evidente scarsa conoscenza dell’argomento dei colleghi con grande eleganza, rispondendo laconicamente che no, non sarebbe stato un numero adeguato. 

La giustificazione di scienziati e ingegneri fu che la proposta dei 100 tamponi nascesse dall’intenzione di “voler solo essere sicuri”. Ok, ma sicuri rispetto a cosa? Probabilmente rispetto a un tema così tabù da metterli a disagio. Cento tamponi non sono bastati a proteggerli, anzi, li hanno fatti entrare nella storia per l’ignoranza dimostrata sulle tematiche di gestione dell’igiene mestruale. E se ci sono cascati degli scienziati della Nasa, è sicuro che abbiamo ancora un gran lavoro di divulgazione da fare.

Oggi, a scanso di equivoci, la Nasa ha assunto Varsha Jain, fisica britannica nota come “Ginecologa Spaziale”. Nonostante questa figura più competente, le astronaute scelgono generalmente di ritardare l’arrivo delle mestruazioni in occasione di missioni spaziali con metodi ormonali

CURIOSITÀ N°2: la banca del sangue mestruale

Secondo alcuni il mondo è governato dalle banche. Oltre alle banche tradizionali, esistono effettivamente la banca del seme, la banca del tempo, ma sapevate che esiste anche la banca del sangue mestruale? 

Il sangue mestruale è in effetti una risorsa preziosissima, che merita di essere raccolta e utilizzata per migliorare la nostra salute a partire dalle cellule staminali in esso contenute.

Semplificando, le cellule staminali sono cellule ad alto potere rigenerativo che non hanno ancora assunto una specializzazione e che possono quindi trasformarsi in diverse tipologie di cellule mature. Vengono raccolte, ad esempio, dal midollo osseo, per poter essere utilizzate per rigenerare organi e tessuti coinvolti in caso di patologie o conservate in via preventiva, come per le cellule del cordone ombelicale.

All’interno del sangue mestruale troviamo cellule staminali dette “rigenerative endometriali” (Erc) capaci di differenziarsi in nove differenti tipi di tessuti, tra cui cardiaco, epatico e polmonare. Senza addentrarci nelle caratteristiche scientifiche più dettagliate, gli aspetti più interessanti sono sicuramente due.

Il primo riguarda la rapidità con cui possono essere coltivate e replicate in laboratorio, incredibilmente superiore se comparato alle cellule prelevate da cordone ombelicale e midollo osseo. Uno studio ha mostrato che da 5 millilitri di sangue mestruale prelevato da donne sane si possono ottenere abbastanza cellule staminali da coltivare, nel giro di due settimane, cellule cardiache funzionanti, che si contraggono come il cuore.

Il secondo aspetto ha a che fare con semplicità e frequenza di raccolta: il sangue mestruale può essere comodamente raccolto con normali coppette siliconiche in maniera non invasiva né dolorosa, a differenza degli altri tipi di staminali, e può essere prelevato durante tutto il periodo fertile della vita.

Ad oggi esistono alcuni istituti privati internazionali che offrono servizi di raccolta e conservazione del sangue mestruale, e possiamo augurarci che con l’avanzamento della ricerca scientifica sull’argomento si arrivi ad avere una gestione pubblica che permetta a chiunque abbia le mestruazioni di contribuire al proprio benessere e a quello di tutta la società. 

CURIOSITÀ N° 3: il film Disney sulle mestruazioni

Spesso i film Disney sono oggetto di discussione circa l’impatto che hanno nel formare la percezione dei ruoli di genere in spettatori più o meno giovani. Negli ultimi anni, sono state tantissime le eroine che hanno reso evidente lo sforzo nel ridurre il gender gap e che seguono decenni di principesse bellissime sì, ma che necessitavano dell’intervento maschile per essere salvate da svariate situazioni difficili.

L’approccio sembrerebbe lineare: dopo tanti anni di narrazione tradizionalista, si passa ad una visione più contemporanea, che rinnovi anche il posizionamento del brand, ma c’è un elemento sorprendente in questa storia. Nel 1946 Disney pubblicava The Story of menstruation,il primo cortometraggio sulle mestruazioni. Non solo: si tratta della prima opera audiovisiva in cui si nomina la vagina. 

Non si tratta certo di un cortometraggio memorabile per la sceneggiatura, quanto più di un filmato informativo, sponsorizzato dal brand Kotex, che abbiamo conosciuto nel secondo articolo di Periodica, che però offre alcuni consigli scientificamente accurati. Certo, il sangue mestruale è rappresentato in bianco e vi sono riferimenti alla visione del ruolo femminile di donna e madre tipici della società dell’epoca, ma sono apprezzabili l’intenzione di fare educazione sull’argomento, il fatto che le mestruazioni siano chiamate mestruazioni, e che vengano sfatati alcuni miti perché, come dichiarato nel corto, “There’s nothing strange or mysterious about menstruation”, non c’è nulla di strano o misterioso riguardo alle mestruazioni.

A seguito della proiezione riservata alle sole studentesse, veniva consegnato loro Very Personally Yours, un fascicolo di approfondimento che conteneva anche un diario per tenere traccia del ciclo. La proiezione del cortometraggio è proseguita nelle scuole americane fino alla fine degli anni ’60, raggiungendo circa 100 milioni di studentesse. 

Nonostante alcuni limiti, The Story of Menstruation parla in modo più chiaro e meno imbarazzato di mestruazioni e corpo femminile di quanto facciano molti materiali odierni. Sarebbe auspicabile che venissero sviluppati nuovi contenuti educativi da portare in tutte le scuole italiane, anche ispirati alle intenzioni di questo primo esperimento.

 CURIOSITÀ N° 4: il potere dell’emoji a forma di goccia di sangue mestruale

La normalizzazione delle mestruazioni passa anche attraverso gli strumenti di comunicazione disponibili per parlarne. 

Gli emoji sono simboli pittografici che hanno un significato globale, che supera le barriere linguistiche e che arricchiscono le nostre conversazioni digitali scritte. Ne esistono praticamente per rappresentare ogni cosa: dagli stati d’animo, agli elementi naturali e artificiali, fino alle idee. Eppure, fino al 2019 non esisteva un emoji dedicato alle mestruazioni.

Potrebbe sembrare una questione di poco conto ma non lo è, perché, come visto nel primo articolo di Periodica, facciamo ancora tantissima fatica a parlare di mestruazioni e a chiamarle per nome. Questo ci allontana da una reale comprensione del funzionamento del nostro corpo e dell’empowerment che ne può derivare. In questo senso, un semplice emoji che rappresenta una goccia di sangue diventa uno strumento potentissimo per portare le mestruazioni nelle nostre conversazioni nel modo più normale e quotidiano possibile, soprattutto per le generazioni più giovani.

La nascita di questo emoji è stata travagliata e caratterizzata dalla necessità di trovare compromessi. Nel 2017, la no profit inglese Plan International, che si occupa di educare le generazioni più giovani, realizza una ricerca che evidenzia l’opportunità di contrastare lo stigma legato al ciclo con uno strumento di comunicazione adeguato.

Plan International quindi indice un sondaggio online che coinvolge circa 55.000 utenti e che identifica nel pittogramma rappresentante un paio di mutande macchiate di sangue l’emoji ideale per parlare di mestruazioni. Lo presenta quindi al Consorzio Unicode – responsabile della gestione globale degli emoji – ma riceve un secco rifiuto. Pur di raggiungere il risultato prefissato però stringe una partnership con il Servizio Sanitario Nazionale Inglese, in particolare con la sezione trasfusioni di sangue, presentando questa volta il simbolo della goccia di sangue, che viene accettato. 

Certo si tratta di un compromesso, in quanto l’accettazione è legata al fatto che la goccia di sangue possa essere connessa al più ampio tema della donazione e non solo delle mestruazioni. Ciò detto è auspicabile che l’utilizzo quotidiano di questo emoji ne rafforzi il riferimento al sangue mestruale.

CURIOSITÀ N° 5: l’isola degli uomini mestruati

La narrazione comune ci abitua a pensare alle mestruazioni come ad una gigantesca inutile scocciatura, ma questa visione rispecchia un approccio maschilista e patriarcale in cui viene sottovalutato e sottostimato l’impatto generativo del ciclo mestruale. 

Secondo l’interpretazione dello psicanalista austriaco Bruno Bettelheim questo atteggiamento denigratorio si spiegherebbe con una invidia da parte degli uomini nei confronti del potere femminile di sanguinare: “Potrebbe darsi che la gravidanza e le mestruazioni elevassero le donne a tal punto che gli uomini cercarono di imporre dei tabù e dei miti sgradevoli sulle donne in flusso mestruale”.

Questo tipo di visione potrebbe essere confermato da alcune ritualità che si ritrovano in comunità tribali in Australia, Sud America, Africa e alle Isole Fiji, in cui gli uomini praticano riti che permettono loro di simulare le mestruazioni.

Il caso più noto è certamente quello praticato dagli uomini di Wogeo, nota anche come Isola degli uomini mestruati, in Papua Nuova Guinea, che emulano la purificazione mestruale incidendo mensilmente i genitali affinché emettano sangue durante i rituali, e rendendoli più somiglianti alla vulva tramite la cicatrice generata.

Un altro rito che simula la generazione della vita è invece attuato dalla popolazione australiana dei Wonkgongaru che, per propiziare la pesca, vede gli uomini immergersi in acqua e perforarsi lo scroto per fertilizzarla.  

Certamente sono casi distanti dalla nostra esperienza quotidiana, ma che ci aiutano a cambiare prospettiva e capire che le mestruazioni non sono una tematica esclusiva di genere.

Alcuni spunti che ci portiamo a casa da questo articolo enciclopedico, perché ehi, la teoria va sempre messa in pratica:

  • Nemmeno gli scienziati della Nasa conoscono a sufficienza il ciclo mestruale. Fare divulgazione quotidiana è un impegno per tutte le persone che vivono le mestruazioni.
  • Ci sono grandissime potenzialità ancora inesplorate legate al sangue mestruale che possono avere impatti importanti sulla salute pubblica. Sono necessarie azioni affinché queste tematiche vengano incluse nelle agende politiche e scientifiche.
  • La cultura sulla comprensione e normalizzazione delle mestruazioni deve coinvolgere le nuove generazioni fin dall’infanzia.
  • Le nuove tecnologie possono essere nostre alleate nella promozione di un approccio linguistico più inclusivo e che aiuti a scardinare tabu ormai anacronistici.
  • Il sangue mestruale non è raccapricciante. È ora che le persone smettano di sentirsi schifate di fronte a un evento biologico che non solo è naturale ma ha evidenti poteri rigenerativi.

Periodica è una rubrica a cura di Martina Palmese. Immagine di Alessandra D’Amico.

Pubblicato da Martina Palmese

Alla ricerca della felicità. Il girl power, da sempre, come scuola di vita. Curo #Periodica, la rubrica di Hella Network che parla di mestruazioni. Mi occupo di brand, comunicazione, innovazione e sostenibilità.

2 pensieri riguardo “Periodica #3: cinque curiosità sulle mestruazioni da giocarsi all’aperitivo.

  1. Ciao Maria Giovanna, è davvero interessante ripensare a ciò che riteniamo uno scarto come ad una fonte di ricchezza.
    Mi auguro davvero che ci sia modo per la scienza di studiare maggiormente il sangue mestruale in particolare in relazione all’utilizzo delle cellule staminali che lo compongono. pensando a quanto siano invasivi gli attuali interventi per il prelievo di staminali, c’è veramente da sperare che le cose cambino in meglio!

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