Periodica #2: storia di una mancata evoluzione.

Vi ricordate la faccenda dell’olio di palma? Lo abbiamo odiato e attaccato su ogni canale disponibile, ne abbiamo invocato il boicottaggio, e infine abbiamo vinto: oggi i nostri sonni sono tranquilli perché la scritta “senza olio di palma” campeggia rassicurante su quasi ogni prodotto da panificazione e dolciario della grande distribuzione. Magari non sapevamo esattamenteContinua a leggere “Periodica #2: storia di una mancata evoluzione.”

Ferocia e libertà – Le brigantesse del diciannovesimo secolo.

Tempo fa ero alla ricerca di una storia per realizzare il mio primo cortometraggio di finzione. Seguendo la mia idea di cinema, cercavo qualcosa di emotivamente forte, un pugno nello stomaco per chi lo avrebbe guardato, qualcosa che però allo stesso tempo aderisse al mio desiderio di rappresentare ruoli femminili diversi e meno stereotipati sulloContinua a leggere “Ferocia e libertà – Le brigantesse del diciannovesimo secolo.”

Donne e finanza: una storia ancora da scrivere?

Si parla spesso, in contesti diversi, di quanto la “risorsa donna” sia ancora poco valorizzata nella società contemporanea. Per l’ambito specifico di cui mi occupo, quello finanziario, le evidenze in tal senso non mancano. Secondo una ricerca condotta di McKinsey&C.[1], è fra le meno impiegate e valorizzate: favorendo la parità di genere, si stima che il PILContinua a leggere “Donne e finanza: una storia ancora da scrivere?”

Lara Croft e le altre. Le donne nell’industria del videogioco.

Quando ho scritto i miei primi due articoli per questo blog, Flavia mi ha chiesto se me la sentivo di prepararne un altro sul mondo dei videogiochi, forse ricordando che, da ragazzina, ne ero appassionata (unica femmina del gruppo, ma su questo torneremo tra poco). Lì per lì, le ho risposto di no: la miaContinua a leggere “Lara Croft e le altre. Le donne nell’industria del videogioco.”

L’oppressione femminile nella moda: il corsetto.

In ambito vestimentario, il corsetto nasce come camiciola esterna tenuta rigida da una stecca per modellare e contenere il tronco e la vita. Diventa poi indumento intimo steccato e allacciato strettamente al busto. Fin da subito questo indumento, che obbligava a muoversi in modo lento e armonioso, viene percepito come un vero e proprio strumento di tortura,Continua a leggere “L’oppressione femminile nella moda: il corsetto.”